Bilancio del rischio cardiovascolare

 

La considerazione di diversi fattori indipendenti permette una valutazione oggettiva dei differenti rischi cardiovascolari.

 

Contenuto del bilancio

Apolipoproteina

Omocisteina

Apolipoproteina B

LDL ossidate

Lipoproteina (a)

Apolipoproteina CIII totale

PCR ultrasensibile

Apolipoproteina CIII legata ai trigliceridi

 

Descrizione

Gli indicatori «classici» del rischio cardiovascolare utilizzati correntemente, come i differenti valori di colesterolo, i trigliceridi o la proteina PCR ultrasensibile, non coprono tutti gli aspetti di questo rischio. Abbinato alle analisi di routine, questo bilancio offre una visione globale dei fattori di rischio.

La PCR ultrasensible (PCR-us) è un marcatore infiammatorio che aggiunge un valore prognostico importante allo score di rischio secondo Framingham. I dosaggi della PCR-us e delle LDL possono identificare gruppi di rischio differenti e il loro depistaggio simultaneo sembra dare un miglior indice prognostico che non nell’uso separato.

L’iperomocisteinemia appare come un fattore indipendente del rischio d’infarto del miocardio e degli incidenti vascolari cerebrali. Dato il suo carattere quantitativo questo fattore di rischio concerne una parte importante della popolazione e non è limitato ai soli individui che presentano dei tassi molto elevati di omocisteina.

La lipoproteina (a) rientra nella costituzione di una lipoproteina proaterogena e protrombogena. Appare, alla luce di studi retrospettivi, come un marcatore addizionale e indipendente degli incidenti cardiovascolari precoci.
Le LDL ossidate sono implicate in diverse tappe del processo aterogeno.

 
Paziente bersaglio
Il bilancio del rischio cardiovascolare s’indirizza, secondo l’apprezzamento clinico, ai pazienti che presentano almeno due delle seguenti caratteristiche:

  • Uomo: oltre i 35 anni; tabagismo; ipertensione arteriosa, colesterolo (LDL) e/o trigliceridi aumentati; BMI > 25; sedentarietà; antecedenti familiari di incidenti cardiovascolari.

  • Donna: oltre i 40 anni; identici criteri come per l’uomo.
     

Il bilancio cardiovascolare offre un insieme di marcatori biologici che rappresentano, individualmente, un fattore di rischio cardiovascolare generalmente indipendente. La combinazione di questi differenti fattori permette una valutazione precisa del rischio cardiovascolare globale.

Anche se i dosaggi del colesterolo totale, del colesterolo HDL e del colesterolo LDL restano indispensabili, è ora provato che dei tassi normali possono essere osservati in presenza di una patologia cardiovascolare manifesta.

Il profilo degli acidi grassi può fornire informazioni supplementari sul rischio cardiovascolare.

 

Referenze
Alaupovic P.
On the atherogenecitiy of triglyceride-rich lipoproteins and novel marker for the assessment of their atherogenic potentials. OCL 2002; 9: 220-6.
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