Bilancio nutrizionale

 

Il dosaggio di biomarcatori specifici permette di depistare le carenze o i deficit nutrizionali spesso osservati nei paesi di elevato livello socio-economico.

 

Contenuto del bilancio

Apolipoproteina A

Transferrina

Apolipoproteina B

Albumina

Ferritina

Prealbumina

Orosomucoide

Indice nutrizionale (PINI)

PCR ultrasensibile

 

Descrizione
La riduzione degli apporti energetici, il consumo di calorie “vuote”, caratteristico dei regimi dietetici, l’apporto insufficiente di frutta e legumi sono all’origine dei deficit di elementi nutritivi in tutti i paesi di elevato livello socio-economico. Nelle persone anziane la carenza di appetito e la monotonia dei pasti preparati comportano un deficit di proteine sempre più frequente.

A livello clinico queste situazioni di deficit sono difficili da determinare a causa dei segni clinici poco specifici e discreti, ragion per cui si ricorre agli esami biologici. Il depistaggio dei deficit proteici risiede nell’utilizzo di indicatori quali l’albumina e la prealbumina. Da notare che esistono grandi variazioni in base al sesso, l’età e alcune situazioni a rischio di deficit (gravidanza, insufficienza calorica, bambini piccoli, adolescenti, persone anziane che vivono nelle istituzioni).

La concentrazione delle proteine cosiddette “nutrizionali” è influenzata da tutte le sindromi infiammatorie. Ingenbleek e Carpentier hanno proposto di correggere le fluttuazioni di queste proteine con variazioni delle proteine più specifiche della sindrome infiammatoria, come la proteine C-reattiva e l’orosomucoide. Hanno quindi proposto l’indice PINI (Prognostic Inflammatory and Nutritional Index), calcolato secondo la formula seguente:    


[Orosomucoide (mg/l) x PCR (mg/l)] / [Albumina (g/l) x Prealbumina (mg/l)]

 

Normalmente il PINI si avvicina a 1.

La determinazione dell’iper- o ipoattività degli enzimi antiossidanti, o dei deficit di vitamine e oligoelementi antiossidanti, permette una prevenzione individualizzata, centrata sulla nutrizione.

 

Paziente bersaglio

  • Uomo: oltre i 65 anni; sedentarietà

  • Donna: stato dopo diversi regimi dimagranti; antecendi di anoressia/bulimia; oltre i 65 anni; sedentarietà

La valutazione dello stato nutrizionale e antiradicale è importante in tutte le prese a carico mediche globali. Secondo studi americani e inglesi i deficit nutrizionali interessano fino al 10% dei pazienti nella medicina generale. La denutrizione concerne tutti i pazienti affetti da malattie croniche, indipendentemente dall’età o dal livello socio-economico. 

I bilanci nutrizionali permette il depistaggio di una denutrizione nello stadio subclinico. Permettono pure di valutare l’efficacia di una realimentazione. Inoltre le variazioni di questi marcatori possono costituire eccellenti indici di morbidità e mortalità.

 

Referenze 
Delmi M et al. Dietary supplementation in elderly patients with fractured neck of the femur. Lancet 1990; 335: 1013-6.
Jacobs DR Jr et al.  Nutrients, foods and dietary patterns as exposures in research: a framework for food synergy. Am J Clin Nutr 2003; 78: 508S-513S.
Ingenbleek Y et al. A prognostic inflammatory and nutritional index scoring critically ill patients. Int J Vitam Nutr Res 1985; 55(1):91-101.