Marcatori tumorali

 

I marcatori tumorali sono sostanze prodotte dalle cellule cancerogene. Esse sono presenti nel soggetto sano, ma a livelli molto bassi. Pertanto, il loro aumento è anormale.

 
Le cellule sane, che sono gli elementi di base che formano i nostri organi, si rinnovano continuamente, dividendosi in modo ordinato. In questo modo viene garantita la preservazione dei nostri organi. Tuttavia può accadere che alcune cellule che non si dividono più in questo modo, ma in maniera disordinata, rapida e senza controllo, formino ammassi chiamati tumori. Essi possono essere di due tipi:

 

  • tumori benigni, che sono ben localizzati e non si diffondono nell'organismo

  • tumori maligni, chiamati cancri

 

I tumori maligni si sviluppano localmente, ma di solito invadono rapidamente gli organi circostanti. Inoltre, le cellule cancerogene possono diffondersi nell'organismo e formare altri tumori chiamati metastasi.

 
Attraverso la chirurgia è possibile asportare un tumore, sia esso benigno o maligno. Di norma, un tumore benigno non mette in pericolo la vita del paziente. Essendo circoscritto, può essere rimosso completamente. Ma in caso di cancro, è possibile una recidiva, sia localmente, poiché è difficile asportare l'intero tumore, sia partendo dalle metastasi, la cui esistenza è spesso sconosciuta.

  
I marcatori tumorali sono molto importanti per il medico. L'aumento di uno o più marcatori può indicare la presenza di cellule cancerogene. Tuttavia, l'interpretazione del loro tasso ematico deve essere effettuata con estrema prudenza e deve essere sempre completata da altri esami. In linea generale, i marcatori non sono specifici di un determinato cancro e il loro tasso non è proporzionale alla grandezza del tumore. Altre cause che i tumori possono comportare sono un aumento di marcatori tumorali, come per esempio uno stato infettivo o una malattia cronica.

 
Pertanto, un marcatore tumorale non è mai uno strumento di individuazione di un cancro, ma costituisce un elemento in grado di contribuire alla diagnosi.

 
Per contro, i marcatori tumorali sono utili nel follow-up del trattamento di un cancro. La diminuzione del tasso ematico è indice di successo della terapia, sia essa di tipo chirurgico o farmacologico. Al contrario, il loro aumento fa supporre una riduzione dell'efficacia del trattamento o addirittura una recidiva del tumore.

 
Attualmente esiste un unico marcatore tumorale che sembra specifico di un organo e il cui aumento nel sangue può indicare la presenza di un tumore; si tratta del PSA o Proteina Specifica della Prostata. Per questo motivo, agli uomini con età superiore ai 50 anni si consiglia di effettuare ogni anno la misurazione di questo marcatore, la cui interpretazione spetta naturalmente sempre al medico.

  

 Dr. med. Claude Rufener, 2006